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La pubblica amministrazione dopo la riforma madia

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La Pubblica Amministrazione dopo la Riforma Madia

Guida alle procedure semplificate per cittadini e imprese
Nuova SCIA (D.Lgs. 126/2016 e D.Lgs. 222/2016)
Conferenza di servizi (D.Lgs. 127/2016)
Semplificazioni e accelerazione dei procedimenti (D.P.R. 194/2016)
Silenzio assenso e Autotutela

 

Con il contributo di: 
Guglielmo Calcerano
Giovanni Francesco Nicodemo
Federico Canonici

Autori a cura di Gianfranco Passalacqua
Argomenti www_libreriamaggioli_it > Amministrazione, Management e Personale
Editore Maggioli Editore
Pagine 138
Pubblicazione Febbraio 2017 (I° Edizione)
Collana

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Dettagli

Come noto, la legge n. 124 del 7 agosto 2015 (c.d. Legge Madia) ha delegato il Governo ad adottare più decreti legislativi ed atti regolamentari al fine di “ristrutturare” alcuni istituti tipici del procedimento amministrativo, con l’introduzione di nuove norme ovvero con la radicale modifica di quelle già esistenti. Nel quadro di questa sostanziale riforma della P.A. volta a semplificare i procedimenti per cittadini e imprese, l’obiettivo di questa pubblicazione è quello di esaminare, tamite il commento articolo per articolo delle nuove norme, tutte le novità introdotte. In ambito di conferenza di servizi, modulo di concerto dei vari interessi coinvolti in un medesimo procedimento, si sono accelerati i meccanismi decisionali e le tempistiche di reazione con le quali le amministrazioni interpellate devono fornire i propri contributi. La riscrittura dell’art. 14-bis, legge n. 241/1990, ha fornito alla P.A. un nuovo modello semplificato di conferenza di servizi decisoria, cosiddetta “asincrona”, destinato a rappresentare una scelta obbligata per le stesse amministrazioni in ogni situazione di non particolare complessità. Sul fronte SCIA si è reso più agevole l’accesso a tale strumento da parte dei privati, ampliando il novero dei procedimenti avviabili in modalità auto­certificativa e delineando la nuova segnalazione certificata di inizio attività in termini inediti, mediante prescrizioni votate all’intuitività e celerità del procedimento. Moduli unificati e standardizzati per la redazione del documento unico, predisposizione di sportelli dedicati presso le amministrazioni di indirizzo e, aspetto peculiare, concentrazione dei regimi amministrativi: sarà l’amministrazione interpellata a doversi attivare per la trasmissione dell’istanza agli altri enti coinvolti, i quali, in caso di mancanza di requisiti e presupposti per la prosecuzione dell’attività, si dovranno pronunciare almeno 5 giorni prima del termine consentito all’amministrazione procedente per l’adozione di provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e rimozione degli effetti dannosi (termine sancito in 60 giorni dal ricevimento della segnalazione, ridotto a 30 in materia edilizia). L’ambizioso programma della nuova riforma si volge dunque alla rimodulazione dei tratti essenziali del procedimento, non tralasciando di incidere su altri preziosi ingranaggi della macchina amministrativa: gli istituti del silenzio assenso e dell’autotutela. Responsabilizzare le amministrazioni procedenti di fronte a certi interessi, siano essi pubblici o privati, sembra essere la chiave di volta per una pubblica amministrazione ispirata totalmente ai canoni di economicità ed efficacia richiamati dalla legge sul procedimento amministrativo. 

Gianfranco Passalacqua Avvocato cassazionista, specialista in Diritto Amministrativo, componente del Consiglio didattico scientifico, Coordinatore e docente del master di II Livello in Diritto dell’Ambiente de La Sapienza - Università di Roma, consigliere giuridico per Enti ed Istituzioni. Attualmente è consigliere giuridico presso il Dipartimento Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri.