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Le concessioni di lavori e di servizi nel Codice dei contratti pubblici

Aggiornato con:
- D.Lgs. 19 aprile 2017, n. 56
(Correttivo al Codice dei contratti pubblici)
- Linee guida ANAC n. 9 per i Contratti di Partenariato Pubblico Privato (Delibera ANAC 28 marzo 2018, n. 318)

Autori Alberto Costantini
Argomenti Appalti e Contratti
Editore Maggioli Editore
Pagine 288
Pubblicazione Agosto 2018 (I° Edizione)
Collana Appalti & Contratti

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L’oramai cronico stato di crisi della finanza pubblica rende inevitabile la crescita dell’interesse verso forme contrattuali che prevedono l’intervento di capitali privati; tra queste, la concessione, tanto di lavori che di servizi, sembra l’unica ad aver raggiunto un sufficiente grado di sviluppo della relativa disciplina, che poco o nulla dipende da ulteriori interventi regolatori del Governo e/o dell’ANAC, ai quali resta invece subordinato il completamento della disciplina del contratto di appalto. Pertanto, da modello quasi residuale, utilizzato da pochi “grandi committenti” per operazioni di grande rilievo economico- sociale, la concessione si sta diffondendo presso le amministrazioni locali, anche di dimensioni modeste, come risposta al fabbisogno di servizi pubblici essenziali, quali i servizi scolastici, i servizi sportivi e quelli cimiteriali, solo per citarne alcuni.
Tanto comporta la necessità di indagare approfondita- mente le peculiarità del modello negoziale della concessione di lavori e di servizi, soprattutto al fine di evitare che la sua indubbia attrattività non faccia perdere di vista le insidie che lo stesso nasconde e le difficoltà che incontra chi voglia assicurargli la capacità di resistere nel tempo alla inevitabile mutevolezza del ciclo economico.